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Fonte: http://catania.livesicilia.it/2017/11/30/clan-santapaola-36-arresti-un-bimbo-coinvolto-nello-spaccio_440515/

Colpita una delle roccaforti della droga dei Santapaola

CATANIA – Non ci sono dubbi. Sono i Santapaola i monopolisti dello spaccio di droga a Librino. Questa mattina, però, i Carabinieri hanno sferrato un duro colpo a Cosa nostra. Sono 36 gli arresti eseguiti questa mattina nell’ambito dell’operazione Km Zero (gli indagati totali sono 37). Una retata imponente con l’impiego di 200 militari che hanno passato al setaccio l’intero quartiere considerato il fortino dello stupefacente.

E’ stato completamente azzerato il gruppo di spaccio che aveva come riferimento l’uomo d’onore Rosario Lombardo (già condannato con sentenza definitiva nei processi Stella Polare e Ghost), affiliato ed ex reggente del clan Santapaola. Saro U Rossu è stato anche il responsabile, fino allo scorso luglio quando è stato coinvolto nel blitz Carthago 2, di tutte le piazze di spaccio della famiglia di Cosa nostra. Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Fontanarossa acon il coordinamento del Procuratore Carmelo Zuccaro e del sostituto Rocco Liguori, sono state blindate anche dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Angelo Bombace (ex soldato dei Nizza) e Salvatore Bonanno (ex esattore del pizzo per conto di Francesco Coluccio Santapaola).

L’inchiesta (che si è svolta tra gennaio e luglio 2016) denominata km 0 perché la piazza di spaccio sorgeva proprio sotto casa di Rosario Lombardo, in viale Biagio Pecorino, ha permesso di ricostruire l’intera filiera dello spaccio e la struttura organizzativa a forma piramidale del gruppo criminale. Al vertice della squadra di spaccio Gabriele Strazzeri, uomo di fiducia del boss Saro U Rossu.

I carabinieri hanno registrato fino a 200 cessioni al giorno. La gestione del supermarket della droga è quello già collaudato anche in altre piazze di spaccio. Vedette (munite di radiotrasmittenti) che cinturano la zona di smercio di cocaina e marijuana e pusher con mansioni di vendita al minuto. I turni iniziavano presto la mattina e duravano l’intero arco della giornata. La chiusura era fissata alle 2 di notte. Le scorte erano ben nascoste e gestite da un “custode” che aveva il compito di rifornire lo spacciatore a seconda delle richieste. La consegna avveniva attraverso una corda: il passaggio da un piano all’altro del palazzo. I pusher erano a disposizione: quando c’erano gli arresti (ci sono stati 25 arresti all’avvio dell’indagine) la sostituzione dello spacciatore avveniva in 10 minuti e così la piazza tornava operativa in poco tempo. Dalle intercettazioni inoltre emerge come una volta entrati nel giro era impossibile uscirne. “Da una conversazione si evince come una persona volesse magari poi rifarsi una vita dopo il carcere, ma qualcuno lo avvisava che questo era impossibile perché poi non avrebbe più preso lo stipendio”, ha spiegato il pm Rocco Liguori nel corso dell’incontro con la stampa.

I carabinieri sono riusciti anche a determinare gli stipendi: 100 euro di media al giorno per gli spacciatore, dai 50 ai 70 euro per le vedette. Per quanto riguarda i canali di rifornimento: uno dei pentiti, Angelo Bombace per la precisione, ha raccontato che almeno fino al 2015 erano i Nizza a rifornire di cocaina la piazza di spaccio.

Ci sono anche dei risvolti sociali (“un dramma sociale”, come lo ha definito Raffaele Covetti, comandante dell’Arma di Catania) in questa operazione. In uno dei filmati si nota un bambino (di sei anni) partecipare allo spaccio. Si tratta del figlio della compagna di uno dei pusher finiti in manette. “A lui forse sembrava un gioco”, dice uno degli investigatori.

I nomi degli arrestati

Ivan Battaglia, 25 anni, in carcere;

Brigante Giuseppe, 23 anni, in carcere;

B.S. , 21 anni, va ai domiciliari;

Carlo Burrello, 24 anni, già ristretto nel carcere Pagliarelli (PA);

Salvatore Celso, 23 anni, va ai domiciliari;

Cristian Castagna, 22 anni , va ai domiciliari;

Giovanni Coco, 23 anni, viene associato in carcere;

Giuseppe D’Agata, 23 anni, viene associato in carcere;

Antonio Di Mauro, 21 anni, va ai domiciliari;

Concetto Fazio, 42 ani, viene associato in carcere;

G.M., 21 anni, va ai domiciliari;

Vito Gardali, 24 anni, viene associato in carcere;

Danilo Alessandro Giammona, 27 anni, viene associato in carcere;

Carmelo Giaquinta, 39 anni, va ai domiciliari;

Fernando Giarratano, 23 anni, già ristretto nel carcere Noto (SR);

Gaetano Lanzanò, 26 anni, viene associato in carcere;

Daniele Maggiore, 39 anni, già ristretto nel carcere Piazza Lanza (CT);

Antonino Marsengo, 20 anni, va ai domiciliari;

Giuseppe Marsengo, 29 anni, viene associato in carcere;

Italo Carmelo Marsengo, 42 ani, viene associato in carcere;

Lorenzo Marsengo, 23 anni, va ai domiciliari;

Giuseppe Messina, 20 anni, già ristretto nel carcere Piazza Lanza (CT);

Francesco Meo, 46 anni, viene associato in carcere;

Carmelo Nicotra, 26 anni, viene associato in carcere;

Giovanni Palazzolo, 22 anni, viene associato in carcere;

Giuseppe Pulvirenti, 39 anni, va ai domiciliari;

Giada Salerno, 21 anni, va ai domiciliari;

Roberto Savasta, 31 anni, viene associato in carcere;

Francesco Strano, 20 anni, viene associato in carcere;

Gioacchino Junior Strano, 22 anni, già ristretto nel carcere Piazza Lanza (CT);

Giacchino Strano, 24 anni, già ristretto nel carcere San Cataldo (CL);

Cristian Strazzeri, 26 anni, viene associato in carcere;

Gabriele Agatino Strazzeri, 21 anni, viene associato in carcere;

Salvatore Ternullo, 24 anni, già ristretto nel carcere Piazza Lanza (CT);

Gianluca Torrisi, 21 anni, viene associato in carcere;

Francesco Zuccaro, 30 anni, viene associato in carcere

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