incontro istituto amari

Oggi i rappresentanti delle associazioni CODICI – Centro per i diritti del cittadino e Obiettivo Legalità hanno incontrato gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Michele Amari” nella sede di Riposto per discutere delle importanti tematiche legate al cyberbullismo e ai crimini informatici.

Sono intervenuti l’Avv. Manfredi Zammataro, presidente regionale di CODICI Sicilia, la Dott.ssa Giulia Cusumano, responsabile dell’Osservatorio per lo studio dei fenomeni criminali (Obiettivo Legalità) e la Dott.ssa Roberta Desiderio, psicologa, operatrice dell’Associazione Antiusura Antiracket Obiettivo Legalità, per affrontare, con gli studenti in maniera interattiva e dinamica, le problematicità che comportano fenomeni quali il bullismo, il cyberbullismo e l’uso distorto della rete sia dal punto di vista più squisitamente legale (ponendo l’attenzione sul concetto di privacy nell’era digitale oltre che sui reati cui il giovane che commette atti persecutori o condivide illecitamente files può incorrere, con i differenti livelli di gravità che vanno dalla semplice denuncia finalizzata a far cessare gli atteggiamenti vessatori fino all’imputazione per istigazione al suicidio) che da quello psicologico.

Gli studenti, che già a partire dalle classi hanno avuto modo di elaborare, sotto la guida dei propri insegnanti e in particolare a partire dalla visione di un cortometraggio, pensieri e riflessioni riguardanti i fenomeni, hanno sottoposto i loro quesiti ai relatori: gli interrogativi hanno sottolineato soprattutto la volontà, da parte di questi giovani adolescenti, di capire come effettivamente poter contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo; sottolineato più volte dalle loro richieste sono stati i segnali di riconoscimento di vittimizzazione e le modalità di intervento nel caso si subisca bullismo.

“La denuncia resta la migliore arma di contrasto al fenomeno” hanno dichiarato l’Avv. Zammataro, la Dott.ssa Desiderio e la Dott.ssa Cusumano “Una vasta percentuale di vittime di bullismo non denuncia quanto le sta accadendo e le cause sono plurime: paura di ritorsioni peggiori da parte del bullo, vergogna, disagio, timore di non essere compresi e ascoltati, di essere ulteriormente emarginati, ecc. Tuttavia se non si trova la forza e il coraggio di comprendere che l’unica strada per uscire dal tunnel delle persecuzioni è portare alla luce quanto sta accadendo e chiedere aiuto a genitori, insegnanti, sportelli delle associazioni o specialisti del settore, difficilmente si riuscirà a sfuggire alle vessazioni del bullo. Le conseguenze sulle vittime non vanno sottovalutate: l’abbandono scolastico, stati di depressione, isolamento, disturbi somatici possono essere tutti campanelli d’allarme che comunicano ciò che il bambino o l’adolescente sta subendo; segnali che subito vanno attenzionati, al di là della denuncia di per sé, e soprattutto prima che la situazione diventi insostenibile per la vittima e conduca quindi a conseguenze ben più nefaste, come del resto i fatti di cronaca odierna non cessano di sottolineare”.

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