cittadella

Il 22 marzo 2017 Obiettivo Legalità – Associazione Antiusura Antiracket ha presenziato, portando la propria esperienza concreta, al seminario in programma nell’ambito dell’evento Cittadella della Legalità, organizzato da IGS – Impresa Sociale, svoltosi presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Nautico Statale Duca Degli Abruzzi. Per l’occasione, quindi per incontrare e discutere sui temi della legalità con un gruppo di studenti provenienti dalla vicina Calabria, è stato richiesto l’intervento di alcune delle associazioni maggiormente rappresentative all’interno del territorio siciliano e all’interno della provincia catanese, quali appunto CODICI – Centro per i diritti del cittadino, Libera e Talidà Kum.

Le tematiche affrontate dai vari relatori hanno riguardato i vari aspetti della legalità e le modalità di intervento delle associazioni da essi rappresentate, quali ad esempio il supporto ai giovani provenienti da realtà a rischio affinché non cadano nella rete del crimine organizzato, oppure la questione dei beni confiscati alle mafie, il cui scopo è principalmente quello di andare a colpire i clan proprio nelle finanze che dovrebbero alimentarli, o ancora il ruolo del consumo critico, del supporto alla vittima di estorsione e della lotta ai fenomeni corruttivi e illegali che vanno a colpire in primis il cittadino e il consumatore.

L’intervento del prof. Castorina, presidente di Obiettivo Legalità, ha mostrato ai ragazzi di Crotone come sia veloce e rapida la via che porta da problematiche riguardanti il singolo individuo quali il gioco d’azzardo e il sovraindebitamento fino a tragedie come il gioco d’azzardo patologico e l’usura che finiscono spesso con il coinvolgere anche i familiari e le persone a lui più prossime, con risvolti importanti e spesso nefasti.

Sulla base della casistica pervenuta all’associazione e quindi delle differenti problematiche (di stampo psicologico oltre che legale) affrontati dai vari operatori della struttura al fine di fornire all’utenza il supporto necessario alla situazione da essa segnalata, il prof. Castorina ha raccontato, avvalendosi del supporto delle teorie scientifiche e dell’esperienza clinica, le vicende che hanno condotto il suo personaggio-tipo dal gioco d’azzardo all’usura. Da un contesto di disagio personale, alto è infatti il rischio di ricorrere a metodi quali il gioco d’azzardo per provare quella sensazione di benessere che sembra colmare una situazione di depressione e di vuoto esperita a livello interiore, fino all’instaurarsi di una vera e propria dipendenza, insidiosa al punto di coinvolgere ed ‘assorbire’ (per usare un termine tecnico) l’individuo in modo completo e totale, conducendolo a problematiche familiari rilevanti, nonché e problemi economici che – di fronte all’inevitabile aumentare della propria situazione debitoria dovuta alle perdite al gioco – non tarderanno a condurre il soggetto a scelte ulteriormente autodistruttive quali il ricorso all’usura. Importante sottolineare che, proprio alla luce della giovane età del pubblico presente all’evento, il prof. Castorina non ha mancato di sottolineare la tendenza (emersa in precedenti ricerche condotte dal gruppo di studio diretto da lui e dalla prof. Mendorla) al gioco d’azzardo da parte di adolescenti che, nonostante non dovrebbero per legge poter accedere al mondo dell’azzardo almeno fino al compimento della maggiore età, in realtà non solo giocano d’azzardo, ma sono anche ad alto rischio di sviluppo psicopatologico, con conseguenze che molto probabilmente avranno effetti importanti con l’andare del tempo e nel corso dell’età adulta.

La vittima di usura, che sia divenuta tale per una situazione debitoria dovuta al proprio stato di dipendenza patologica o che sia dovuta ad altre cause, va in ogni caso supportata nel corso dell’iter che le permette di riemergere dalla propria situazione debitoria catastrofica; sensibilizzare la società vuol dire inoltre permettere alle vittime di conoscere tutti i mezzi legali offerti dalla realtà statale, come il fondo stanziato appositamente per i soggetti usurati e che ha lo scopo di aiutarli a rimettersi in sesto a seguito dello stato di bancarotta totale e difficoltà finanziaria vissuta dopo essersi rivolti ad un “amico buono e disponibile” che ha loro offerto (a tassi di interesse distruttivi) il denaro loro necessario e quindi (l’apparente) soluzione ai propri problemi. I fattori di rischio che conducono alla situazione di debito e all’usura non devono essere sottovalutati, soprattutto tra i più giovani che – sin da adesso e soprattutto alla luce delle diverse ricerche sul tema condotte nel corso di questi anni dall’associazione in collaborazione con le cattedre di Psicologia Dinamica e di Psicologia dello Sviluppo del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania – devono iniziare a riflettere criticamente sui problemi cui si può andare incontro a causa di determinati atteggiamenti e sulla tragedia concreta vissuta dai soggetti usurati.

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