“Viaggio di lavoro in Sicilia sul lavoro, vita quotidiana e antimafia” è il tema del programma che ha condotto nella nostra isola anche questo settembre, per il terzo anno consecutivo, una delegazione di rappresentanti del Dipartimento del Sindacato Federale Sezione di Amburgo – Lavoro & Vita (Arbeit & Leben).
Il protocollo di intesa per la promozione della Cultura Europea Antimafia, siglato nel 2017 dal Prof. Salvatore Castorina, presidente di Obiettivo Legalità, e dal Dott. Dieter Höelteroff, in qualità di rappresentante del sindacato tedesco, ha, fra gli altri obiettivi, quello di stabilire in maniera continuativa incontri per lo studio dei fenomeni criminali tra le due Associazioni Obiettivo Legalità e Codici da una parte e il Sindacato Federale di Amburgo dall’altra.
Scopo del protocollo d’intesa è quello di promuovere una cultura della legalità, anche al di là dei confini nazionali, volta tanto ad arginare i fenomeni mafiosi, estorsivi ed usurari, quanto a tutelare le vittime tramite una collaborazione in campo europeo.
La criminalità organizzata di stampo mafioso ad oggi sembra guardare sempre più verso le nazioni che sono parte della Comunità Europea per espandere la portata del proprio business, utilizzando le stesse metodologie criminali che da sempre ne hanno caratterizzato l’azione, come la corruzione, l’estorsione o l’usura.
Tale fenomeno sembra essere crescente anche in Germania, dove alcuni dati della Bild hanno rilevato una consistente presenza di affiliati a Camorra, ‘Ndrangheta e Cosa Nostra che operano “ripulendo”, tramite diverse attività commerciali e imprenditoriali, il denaro ottenuto dagli introiti illeciti che viene reinvestito nel proprio business criminale.
Nel 2017, gli ospiti tedeschi avevano incontrato, quali relatori sui temi della lotta al racket in Sicilia, i presidenti delle due associazioni partner, il Prof. Salvatore Castorina per Obiettivo Legalità, e l’Avv. Manfredi Zammataro per CODICI, la rappresentante dello sportello Codici Messina, Avv. Melita Tafarelli, il legale rappresentante della Cooperativa Sociale “Beppe Montana” nata all’interno di un bene confiscato alla Mafia in provincia di Catania, il dott. Carmelo Petralia, Procuratore Aggiunto del Tribunale di Catania, l’assessore al bilancio del Comune di Messina, in sostituzione dell’allora sindaco Renato Accortini impegnato in altra attività istituzionale; la dott.ssa Maria Oliveri, psicoterapeuta; l’avv. Gino Ioppolo, sindaco di Caltagirone; i proprietari di un’azienda vitivinicola che, vittime di estorsione, si erano rivolti alla nostra Associazione antiracket per essere assistiti.
Nel 2018, i fenomeni criminali sono stati oggetto di studio di un nuovo gruppo di avvocati, medici, magistrati, funzionari, pensionati, provenienti da Amburgo. Il terzo anno di attività, settembre 2018, come è già stato detto, si è articolato attraverso una serie di incontri con relatori che hanno affrontato il tema della criminalità e della lotta alla mafia, da diversi aspetti, da quello psicologico e sociale a quello giuridico-legale ed economico. Relatori a Catania sono stati: la dott.ssa Caterina Ajello, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania, il dott. La Bella, Vice questore della Polizia di Stato di Catania e Dirigente della Polizia Postale della Sicilia Orientale, il dott. Nunzio Sarpietro, Presidente dell’Ufficio Giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, la prof.ssa Giuseppina Mendorla, psicoanalista e prof. di Psicologia dello sviluppo, Dipartimento di Scienze Umanistiche, Università di Catania.
A Palermo, il gruppo dei funzionari è stato ricevuto dall’avv. Ruggero Razza, Assessore alla Sanità della Regione Siciliana, che ha evidenziato il ruolo della Regione nella lotta alla corruzione nel campo della sanità.
Nelle sedi dell’associazione Obiettivo Legalità e Codici, relatori sono stati l’avvocato Manfredi Zammataro, segretario regionale di Codici e la dott.sa Giulia Cusumano del Centro Studi. Durante gli incontri con le Associazioni Obiettivo Legalità e Codici ai quali hanno partecipato anche i volontari e i consulenti delle due realtà associative, è stato approfondito il ruolo centrale delle associazioni nell’offrire, attraverso il proprio staff di professionisti, supporto legale e psicologico ad utenti che sono a rischio di racket e di usura ovvero di sovraindebitamento dovuto alla ludopatia o al c.d. fenomeno dell’Usura Bancaria.
Dalla riflessione sugli incontri da parte del gruppo di lavoro è emerso come la mafia, con la sua attività imprenditoriale, in situazione di arretratezza culturale e sociale sia diventata un’alternativa economica e sociale allo Stato; come nel suo processo d trasformazione e di scalata sociale , i mafiosi stiano investendo sui loro figli che oggi, diversamente dal passato, si laureano e aspirano a diventare mafiosi dai colletti bianchi con interessi affaristici ramificati in tutto il mondo; come sia necessario lavorare sul contesto familiare dei mafiosi in particolare sulle mogli e sui figli. In quest’ultimo periodo di tempo, infatti, la cronaca ha riportato sempre più numerosi casi di donne, mogli e madri che coraggiosamente, a rischio della propria vita, hanno tentato di uscire dal giro criminoso, soprattutto, per proteggere i propri figli, dal giogo del clan mafioso dei congiunti.
Se non vi è dubbio che sia importante la repressione del fenomeno mafioso, crediamo tuttavia che non bisogna sottovalutare il ruolo dell’educazione per la prevenzione della criminalità e per incoraggiare e rinforzare quelle tendenze alla ribellione ai clan mafiosi che, anche se episodiche e nascoste, tuttavia esistono.

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