operazione gorgoni

Di nuova mafia ha parlato il Generale Giuseppe Governale, Direttore della DIA, nella dichiarazione rilasciata a seguito dell’importantissima operazione di questa mattina che ha permesso di sgominare un giro di corruzione nel quale sarebbero coinvolti non solo esponenti di alcuni clan catanesi di Cosa Nostra (i Laudani e i Cappello, nello specifico), ma anche una serie di imprenditori, funzionari amministrativi e persino un giornalista locale.
Il tema dell’inchiesta coordinata dalla DDA e dalla DIA di Catania, sfociata nell’operazione denominata “Gorgoni”, è quello della gestione illecita dei rifiuti, ad oggi particolarmente scottante. I comuni coinvolti sarebbero Misterbianco, Trecastagni e Aci Catena.
Ben 150 unità di personale della DDA di Catania, con il supporto dei centri operativi di altre province (Palermo, Reggio Calabria, Caltanissetta) oltre alla Sezione Operativa di Messina e alla DIA di Roma, sono state impegnate per eseguire le ordinanze di custodia cautelare dei diversi coinvolti e di sequestro di proprietà per un valore di circa 30 milioni di euro.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, i rappresentanti dei clan coinvolti sarebbero stati chiamati a svolgere funzione “mediatrice” tra alcuni imprenditori e le delegazioni comunali a causa dell’assegnazione di alcuni appalti relativi alla gestione dei rifiuti nel territorio di Aci Catena. Un contenzioso, insomma, per risolvere il quale i due clan avrebbero preferito trovare un accordo piuttosto che destare un clamore che avrebbe potuto attirare sulla faccenda sguardi indesiderati.
A chiosa della vicenda e dell’operazione le due importantissime dichiarazioni del già citato Direttore della DIA, il Generale Giuseppe Governale, e del Procuratore di Catania, il Dott. Carmelo Zuccaro: entrambi hanno posto in rilievo un cambiamento importantissimo in contesto di operato mafioso, ovvero il ruolo sempre più prominente dei colletti bianchi e dei meccanismi corruttivi che permettono ai clan di operare in maniera silenziosa ma estremamente efficace grazie alla connivenza di alcuni funzionari pubblici che abbracciano una politica che favorisce pratiche corruttive.
L’associazione “Obiettivo Legalità” si congratula per l’eccellente lavoro svolto con le Forze dell’Ordine, la Procura, la DDA, la DIA e le Istituzioni che quest’oggi hanno riportato un successo fondamentale in materia di legalità. Le indagini hanno permesso di portare alla luce un trend ormai consolidato per Cosa Nostra in territorio siciliano: non intraprendere azioni che potrebbero suscitare un clamore che attirerebbe troppa attenzione da parte dello Stato, ma continuare ad operare studiando nuovi metodi d’azione che le consentano di mantenere quella forza vitale necessaria per continuare a sopravvivere e a dominare nelle proprie zone di potere.
Nuovi metodi che grazie all’operazione di quest’oggi sono emersi prepotentemente e concretamente all’occhio della cittadinanza.

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