Rita-Atria

Oggi ricorre il venticinquesimo anniversario dalla morte di Rita Atria, prima testimone di giustizia non ancora maggiorenne, morta suicida a una settimana dalla strage di via d’Amelio in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino. Magistrato che era per lei punto di riferimento, al quale confessò nomi e fatti importanti, nonostante il monito della madre “non t’immischiare” continuava ad invitarla a mantenere il silenzio su ciò che, nella Sicilia di allora, non doveva neppure essere pronunciato: in una Sicilia in cui “la mafia non esisteva”.
A Partanna il padre di Rita era uno dei boss, e presto come tale venne ucciso quando la ragazza era appena dodicenne; similmente sarà ucciso anche il fratello che però nel frattempo le aveva rivelato importantissime informazioni sulla vita dei clan: informazioni che lei decise di trasmettere a sua volta alle forze dell’ordine per combattere contro ciò che le aveva portato via i suoi affetti in modo cruento e crudele, permettendo l’arresto di molteplici arresti nella zona.
L’isolamento in cui visse, tipico di chi osava parlare troppo ribellandosi ai potenti assassini della mafia che in quegli anni sembravano spadroneggiare in Sicilia trasformandola nel proprio Far West privato, eliminando indisturbatamente ogni personaggio che iniziava a diventare troppo scomodo, la portò alla morte: Paolo Borsellino era rimasto l’ultimo suo punto di riferimento; per questo probabilmente si uccise: abbandonata da tutti, non aveva più senso vivere. Persino la madre, dopo averla isolata in vita, devastò la tomba della figlia, una ragazza cresciuta troppo in fretta, segnata dal sangue della criminalità del suo paese.
Obiettivo Legalità vuole oggi ricordarla, nell’anniversario della sua morte, come ennesima vittima di Cosa Nostra, ma soprattutto dell’omertà e della paura della società civile che ha chiuso gli occhi innanzi alla minaccia di quel potere oscuro rappresentato dalla mafia. Non lasciare mai sole le vittime, non lasciare mai soli coloro che decidono di ribellarsi allo strapotere della criminalità e all’illegalità, fornire tutto il supporto necessario affinché non ci si senta soli contro qualcosa più grande di noi: è questo il principio basilare che guida la nostra associazione, per lottare uniti e forti contro la mafia.

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