pizzo farmacie

Fonte: http://catania.livesicilia.it/2018/03/17/santapaola-pizzo-alle-farmacie-versavano-1000-euro-ogni-natale_452803/

CATANIA – Farmacisti piegati e vessati. Costretti a pagare il pizzo ai boss dei Santapaola. E precisamente al gruppo di Mascalucia. L’indagine dei Carabinieri è culminata con alcuni fermi emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania. L’operazione, eseguita nella notte tra il 13 e il 14 marzo, ha permesso di mettere fine all’incubo in cui erano finiti i professionisti. Tre quelli individuati dagli inquirenti nel corso dell’inchiesta. Dal 2005 ad oggi sarebbero stati costretti a pagare 1000 euro ogni natale. Soldi che servivano a garantire il mantenimento dei detenuti, tra cui lo storico referente Piero Puglisi.

A finire in manette sono:
Rosario Cantone, Fabio Cantone, Alfio Carciotto, Antonio Carciotto, Salvatore Mazzaglia, Salvatore Puglisi e Salvatore Tiralongo. È stato necessario emettere i fermi, perché nel corso delle indagini condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Dda di Catania si è appurato che vi sarebbe stato un concreto pericolo di fuga.

Le intercettazioni parlano chiaro. Almeno secondo gli investigatori. Antonio Carciotto, l’unico incensurato del gruppo di indagati, sente il fiato sul collo. È forte il timore che i farmacisti potrebbero spifferare tutto ai carabinieri. Parlando con il padre Alfio, Antonio gli confida di volersi trasferire a Malta o in Germania. Paesi dove avrebbe potuto contare su persone di fiducia. Il suo telefono scotta. E per questo, in diverse occasioni, discute con i sodali di cambiare cellulare.

A far scattare i fermi anche il progetto di un’azione armata. La temperatura a Mascalucia in queste ultime settimane sarebbe diventata incandescente. I carabinieri ascoltando le registrazioni delle cimici hanno capito che Alfio Carciotto sarebbe stato pronto “a dare una lezione” a Giuseppe Cesarotti, personaggio storico della malavita di Mascalucia. Si doveva “sparare”. A Salvatore Tiralongo sarebbe stato affidato il compito di procurarsi una “pistola”.

Salvatore Mazzaglia, detto “Nino Caccagnu”, è uscito dal carcere nella primavera del 2016. Ma a quanto pare la detenzione non sarebbe servita a molto, perché appena scarcerato ci sarebbe ricascato e sarebbe tornato a delinquere. Gli altri due fermati, Fabio Cantone e Salvatore Tiralongo, sono finiti già in manette nel 2015 nell’inchiesta Dirty Money della Squadra Mobile su un giro di usura.

Nell’elenco degli indagati nell’inchiesta è inserito anche l’ergastolano Piero Puglisi, considerato il capo indiscusso del gruppo dei Santapaola di Mascalucia. Puglisi è il genero del Malpassotu, Giuseppe Pulvirenti, transitato poi nelle file dei Santapaola Ercolano. Una figura storica della squadra di Cosa nostra di Mascalucia. Indagato insieme a lui è il figlio Giuseppe Puglisi (fratello di Salvatore), attualmente detenuto. Per quest’ultimo i pm Andrea Bonomo e Alfio Fragalà hanno chiesto al Gip la misura cautelare. Per la cronaca, Tiralongo è genero di Piero Puglisi. Alfio Carciotto (parente anche lui di Puglisi) è un altro ex malpassotu transitato nella cosca Santapaola (nel 2016, insieme a Fabio Cantone era stato arrestato per estorsione). Al carcere di Bicocca si sono svolte le udienze di convalida davanti al Gip Santino Mirabella, che ha applicato la misura cautelare in carcere.

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